La Presidenza del Consiglio dell’UE ha durata semestrale ed è presieduta a turno dai Paesi membri. È affidata a un trio che resta in carica per diciotto mesi in totale, come previsto dal Trattato di Lisbona del 2009.
A partire dal 1° luglio 2026, l’Irlanda assumerà la guida del Consiglio dell’Unione europea, con il supporto di Lituania e Grecia, che insieme costituiscono il nuovo trio di Presidenza per il periodo compreso tra il 1° luglio 2026 e il 31 dicembre 2027. L’Irlanda manterrà la Presidenza fino al 31 dicembre 2026, raccogliendo il testimone da Cipro, che ha ricoperto l’incarico dal 1° gennaio al 30 giugno 2026.
Sarà dunque l’Irlanda, in questa fase, a essere responsabile di orientare i lavori del Consiglio, promuovere l’agenda dell’Unione europea, favorire il dialogo tra gli Stati membri e guidare i negoziati sulle principali iniziative legislative dell’UE.
Il motto della Presidenza irlandese, “Ní neart go cur le chéile – Strength with Unity” (“Non c’è forza senza unità”), richiama un antico proverbio irlandese e sottolinea l’importanza della cooperazione tra gli Stati membri per affrontare le sfide comuni, rafforzando al tempo stesso la prosperità, la sicurezza e i valori condivisi dell’Unione.
La Presidenza irlandese adotterà un programma articolato attorno a tre priorità strategiche:
- Competitività, per rafforzare la crescita economica, la produttività, l’innovazione, il mercato unico europeo e la resilienza economica dell’Unione;
- Valori, con particolare attenzione allo Stato di diritto, alla democrazia, ai diritti fondamentali, all’inclusione sociale e alla qualità della vita dei cittadini europei;
- Sicurezza, attraverso il rafforzamento della sicurezza interna ed esterna dell’UE, della cooperazione in materia di difesa, della lotta alla criminalità organizzata e della piena attuazione del Patto sulla migrazione e l’asilo.
Tra i principali dossier che accompagneranno il semestre irlandese figurano inoltre il sostegno all’Ucraina, il negoziato sul prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, il rafforzamento della competitività europea, il processo di allargamento dell’Unione e il consolidamento delle relazioni con i partner internazionali, in un contesto geopolitico caratterizzato da crescente incertezza.


